Il mondo del lavoro si sta polarizzando: un quadro della situazione e suggerimenti per la riuscita

Da diverso tempo osservo un inesorabile cambiamento del mondo del lavoro che sta causando l’estinzione del lavoro “medio”, quello né troppo facile né troppo difficile, non strapagato ma nemmeno da fame, il lavoro da otto ore al giorno che fino a pochi anni fa avremmo definito “normale”.

Un po’ come il ceto medio che sta sparendo, anche il lavoro medio sembra essere sempre più raro, e probabilmente è proprio l’inizio della sua crisi ad aver messo in ginocchio la buona vecchia classe media.

Questo fenomeno lo definirei una vera e propria polarizzazione, perché non è che ci siano meno soldi in circolazione, o condizioni peggiori in assoluto, si sta creando una netta separazione fra lavori molto buoni e lavori pessimi, con in mezzo sempre meno.

Non posso fare a meno di notare come nella cerchia delle mie amicizie e conoscenze ci siano da una parte numerosi (normalmente piccoli) imprenditori, liberi professionisti, quadri direttivi e simili con redditi interessanti, e dall’altra impiegatucci precari e malpagati. Vie di mezzo ne conosco veramente poche.
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Perché non è corretto cenare soli con persone dell’altro sesso che non siano il proprio partner

Mentre scrivo sono alcune ore che tutte le agenzie di stampa e giornali del mondo rimbalzano un’affermazione attribuita a Mike Pence secondo la quale lui – oggi vicepresidente degli Stati Uniti – non cenerebbe mai da solo con una donna che non fosse sua moglie.

Apriti cielo.

Per provocare lo scatenamento nazi-femminista basta molto meno, figuriamoci l’effetto di una bomba del genere. Si sono aizzate come i piranha dei film, in cui i famelici pesci fanno “friggere” l’acqua.

“Pence non cenerebbe mai solo con una donna, quindi non ne assumerebbe mai una”
“Il vicepresidente è un misogino“
“Quanto dice implica che passare del tempo con una donna abbia per forza implicazioni sessuali”
“Pence offende anche gli uomini che evidentemente considera incapaci di contenersi”

Su tutte vince questa:
“…Pence non potrebbe mai incontrare Angela Merkel…”

Lasciando da parte la dichiarazione del Pence politico, trovo l’argomento molto interessante perché sappiamo quanto le cene siano da sempre un momento privilegiato per le riunioni di lavoro e quanto di conseguenza quelle fra un uomo ed una donna siano un’eventualità comune.
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Avviso ai giovani alla ricerca di prima occupazione: il magico mondo delle aziende non esiste!

Pochi giorni fa ho rivisto su YouTube questa celebre clip tratta dal mitico Fantozzi e mi sono letteralmente piegato in due dalle risate:

“E’ un bel direttore”, “un santo!”, “apostolo!”, espressioni tanto ridicole quanto, se non realistiche, rivelatrici di quella che è veramente la vita d’azienda. Fantozzi è un capolavoro che dovrebbe costituire materia d’esame nei corsi di economia aziendale, altroché un semplice film comico!

La verità è che la vita in azienda è per davvero quella dello sfigatissimo ragionier Ugo e non solo se, come lui, vi votate ad un’esistenza umile, dimessa e lontana dalle posizioni di comando.
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Come difendersi da chi ci vuole vendere un lavoro

Vi racconto una storia.

Un giovane di belle speranze si reca nell’ufficio di una società di selezione che l’ha contattato per sostenere un colloquio.

Il giovane non se la passa male: grazie ad un buon percorso di studi e alle lingue straniere (parla correntemente inglese e tedesco) ha un impiego stabile e ben retribuito. Peccato solo che l’ambiente sia un po’ troppo stressante, ed il capo non esattamente il massimo… per questo quando riceve la chiamata, non se la sente di rifiutare.

Dopo le presentazioni di rito e alcune domande, la recruiter che lo intervista è entusiasta. Anni di colloqui l’hanno resa attenta ed esperta ed è sicura di non sbagliarsi: il candidato in questione è veramente valido. Al 99% ha trovato una soluzione per quell’azienda un po’ difficile… per questo non bisogna perdere tempo! Ferma il giovane, gli dice di aspettare, e afferra il telefono:
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Gli aspetti negativi del vivere all’estero

Chi ci legge a questo punto sa bene che sul vivere all’estero abbiamo un punto di vista molto disincantato.

Noi che scriviamo per BlogJob ci abitiamo da tempo fuori dall’Italia, non per questo però difendiamo o promuoviamo la nostra scelta a tutti i costi (anche perché certe volte veniamo presi dal desiderio compulsivo di rientrare con il primo volo), e uno straccio di onestà intellettuale bisogna pure averla…

Per uscire dal mainstream che eleva gli espatriati a geni incompresi che la povera Italietta non merita, abbiamo deciso questa volta di elencarvi gli aspetti negativi della vita all’estero, tutte quelle cose che la vostra amica appena arrivata a Londra, entusiasta del suo nuovo muscolosissimo boyfriend australiano, non vi racconterà (e forse non conosce ancora).
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