Ottenere un aumento di stipendio

Recentemente ho concretizzato un proposito che covavo da tempo: ho chiesto e ottenuto un aumento di stipendio.

Penso che su questo tema vada fatta, da noi in Italia, un sacco di educazione.

Innanzitutto dobbiamo metterci in testa che chiedere l’aumento NON è una vergogna. Parlare di soldi, di quelli che percepiamo, non è un tabù (anche se fanno di tutto per farcelo credere). Lavoriamo per la gloria? Certo che no, se dedichiamo buona parte della vita ad un’attività è assolutamente normale che lo facciamo per denaro e che le nostre pretese con il tempo vadano aumentando.

Altra idea dura a morire è che non serva chiedere l’aumento perché se il capo ce l’avesse voluto dare lo avrebbe fatto di sua spontanea iniziativa.

FALSO

Forse era così negli anni ’80, ma oggi se vuoi qualcosa lo devi chiedere, e anche molto chiaramente.

Sfatate le leggende metropolitane, possiamo ora iniziare a discutere punto per punto le regole d’oro per ottenere l’aumento di stipendio.

ACCORDI
Gli aumenti più semplici si ottengono attraverso accordi presi in precedenza. Mi spiego meglio: esiste in ogni lavoro un momento X in cui si accetta e si dice sì. Ecco, è proprio in quel frangente che non bisogna perdere il treno e si deve chiedere candidamente quali saranno gli sviluppi economici della posizione; l’ideale è fissarli anche bene a livello temporale. Bisogna tirare fuori con le unghie il negoziatore che è in noi. Esempio: di fronte ad uno stipendio iniziale di 1250 euro al mese, chiedete quando è previsto il passaggio a 1400. Di fronte ad accordi, per quanto informali, qualsiasi capo faticherà a tirarsi indietro.
Se questa è sicuramente una buona prassi, va anche detto che non è indispensabile (quindi se in mano non avete alcun accordo non disperate).

FATTI CONCRETI
Assolutamente essenziale è invece chiedere sulla base di fatti concreti. Potete ricordare al capo i risultati conseguiti grazie al vostro lavoro, i carichi supplementari che vi siete accollati, ogni cosa che concretamente avete fatto e sostenga la vostra istanza. Ricordate che chiedere l’aumento senza un motivo equivale a chiedere l’elemosina… valutate dunque bene prima di mettere in pratica il vostro proposito!

NON FATE CONFRONTI
“Dato che lavoro più degli altri mi pare anche giusto guadagnare di più”
Ottimo modo per indebolire le proprie argomentazioni, innervosire il capo e dargli modo di rispondervi che non avete alcun diritto di disquisire sul compenso dei colleghi.
Parlate di voi e lasciate assolutamente perdere altre persone.

RAGIONEVOLEZZA E FERMEZZA
Due qualità stupende che in un simile frangente vi renderanno negoziatori imbattibili.
Non chiedete un aumento sproporzionato, sembrerebbe irrispettoso e pretestuoso, siate ragionevoli. Unite però alla ragionevolezza anche la fermezza, quindi dinanzi ad un capo che cercasse di sminuire una vostra richiesta sensata siate assertivi e restate sulla vostra posizione. Rispettiamo e facciamoci rispettare.

CALMA
Dal vostro atteggiamento non devono trasparire nervosismo o intenti minacciosi. Non commettete la cretinata di metterla sul “se non mi dai più soldi me ne vado…”, perché se anche sul momento sembra darvela vinta, l’azienda poi ha mille modi per farvela pagare. Siate calmi e pacati, precisate che chiedete più soldi non perché vogliate andarvene o vi troviate male (che non sia vero poco importa), ma perché sentite ciò come un’esigenza dettata da fatti reali. Siate concilianti, cercate di portare il capo dalla vostra parte. L’obiettivo è convincerlo, non batterlo in uno scontro di boxe.

CHIAREZZA
Tutta la diplomazia del mondo, ma la richiesta deve essere chiara. “Penso di meritare di più…” vuol dire tutto e niente, voi volete più soldi e dovete farlo presente, pena essere fraintesi ed ottenere una scrivania nuova.

RISPOSTA NEGATIVA
Può anche andare male e dovete esserne coscienti. Esternate una composta delusione anche per rimarcare quanto la richiesta fosse per voi importante, poi però utilizzate la tecnica del piede nella porta e dite “ok, ora non è il momento, quando possiamo riparlarne?”. Il “quando” è importante perché non prevede (in condizioni normali) una risposta negativa. Lasciate aperta la strada ad un secondo tentativo.

PREPARATEVI
Non commettete l’errore di improvvisare una cosa tanto importante. Preparate il discorso e gli argomenti. Preparate un minimo anche il capo e se proprio non volete svelargli in anticipo l’oggetto della discussione, almeno avvisatelo un po’ prima che vorreste parlargli (in questo modo otterrete la sua piena attenzione).

Superare timidezza e tabù culturali non è semplice, tuttavia non possiamo pretendere che gli altri conoscano o indovinino i nostri desideri e se nella vita vogliamo ottenere dobbiamo senza dubbio imparare a chiedere.

Ne va della nostra felicità quindi uno sforzo è ampiamente giustificato.

 

 

 

Immagine: huffingtonpost.com

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