O hai la giusta relazione o sei carne da cannone

Questo è un post per gli ambiziosi, per quelli che pensano in grande e desiderano una vita fuori dall’ordinario e all’insegna del successo.

Niente di male eh… solo pessime notizie.

E’ del 26 luglio 2017 uno splendido articolo uscito su jacobinmag.com che mi fa arrabbiare moltissimo perché talmente bello e vicino al mio pensiero che avrei dovuto scriverlo io. E invece mi devo limitare a citarlo.

L’articolo parla dell’enfant prodige della politica mondiale, il neo-eletto presidente della repubblica francese Emmanuel Macron.

Come sostiene l’autore Macron è giovane, bello e carismatico, tuttavia togliamoci dalla testa che sia anche buono (il titolo dell’articolo è “Macron is not your friend”). L’immagine di salvatore della patria, paladino del bene, estremo difensore di qualunque nobile istanza si rivela alla prova dei fatti (e delle sue prime decisioni da presidente) una macchinazione elettorale ben riuscita in cui lui è riuscito a farsi passare per una specie di supereroe della Marvel.

Macron è il più recente e sofisticato prodotto dell’elite mondiale – un’aristocrazia internazionale che ha solo cambiato forma e nome, ma è la stessa di trecento anni fa – ed è nella posizione in cui è arrivato per farne gli interessi, altroché paladino dell’Europa.

L’era di internet però rende le informazioni più accessibili.

Da uno studio dei suoi trascorsi emerge che una laurea in filosofia ed una specializzazione in studi politici alla (prestigiosissima) ENA gli hanno valso prima una posizione di natura finanziaria a servizio dello Stato e poi un’altra sempre di natura finanziaria presso la banca Rothschild. Poi vabbè è diventato ministro dell’economia…

Siamo arrivati a centrare il punto.

Cioè, noi gente comune, se ci presentiamo con una laurea in Filosofia presso un istituto finanziario – fosse anche la BCC di Lozzo Atestino – ci prendono per il culo.

Ogni volta dobbiamo presentare lauree, master, esperienze, referenze – rigorosamente e strettamente attinenti alla posizione in gioco – per poi magari non ricevere risposta o sentirci dire che il nostro master non è proprio quello che serviva, che forse era meglio questo piuttosto che quello.

Per quelli come Macron invece le cose vanno diversamente ed il mercato sembra perdonare una laurea non proprio “marketable”, addirittura permettendo fantasiose invasioni di campo dalla filosofia alla finanza, o magari in qualche altro caso dalle scienze motorie alla storia dell’arte. Già, perché il mondo ad altissimo livello è incestuoso: se sei dei loro problemi non ce ne sono mai, se però sei fuori dal cerchio sarà molto ma molto dura che tu riesca ad entrare.

Quando il futuro presidente ottiene il colloquio presso la banca Rothschild (non immaginatelo come quelli che sosteniamo noi) deve ringraziare un ex collega che lo segnala definendolo un danseur mondain.

Il danseur mondain è un personaggio con un’agenda del telefono da paura, uno che ti può procurare business ad alti livelli grazie alle proprie conoscenze altolocate.

Se siete ambiziosi ma semplice gente comune sarà bene che vi segnate questa: o hai la giusta relazione o sei carne da cannone.

“Milleseicento euro al mese e pedala! Che costi un mucchio di soldi cazzo!” questo è il genere di vita che il sistema prevede per i comuni mortali: carne da cannone per fare il lavoro sporco (retribuiti sempre il meno possibile).

Ma allora se abbiamo voglia di emergere ma apparteniamo alla classe media, abbiamo studiato tanto in università ottime ma non “prestigiose”, se non apparteniamo alla massoneria, siamo forse completamente spacciati?

I casi di persone comuni che hanno raggiunto risultati enormi esistono e testimoniano che no, non è necessariamente impossibile sfondare. Resto inoltre convinto che il merito oggettivo esista, sia concreto, e quindi ad un certo punto sia anche destinato ad emergere, ad essere riconosciuto.

Gente come Bill Gates, Mark Zuckerberg, Enzo Ferrari, Luciano Benetton, Leonardo Delvecchio, Sergio Marchionne e tanti altri come loro, erano figli di nessuno eppure ce l’hanno fatta alla grande. E non serve scomodare le celebrità: esistono tantissimi sconosciuti di grande successo.

Il concetto per la gente comune lo ha ben sintetizzato Gianni Morandi – un altro che si è fatto dal nulla – cantando che uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita…

 

Foto: YouTube

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