Il capo maleducato

Il capo maleducato potrebbe darti una risposta rapida ed esauriente ma perde tempo a ridicolizzarti, a mettere in evidenza quanto la tua domanda sia sciocca e fuori luogo; si accerta di ferirti; ti rimprovera – quasi sempre per futili motivi – in presenza dei colleghi; ignora i tuoi punti di forza per concentrarsi con pedanteria sulle piccole debolezze; coglie ogni opportunità per metterti in difficoltà.

Il capo maleducato usa ogni tua parola contro di te; ti può chiamare – mentre sei concentrato su tutt’altro – per coglierti in fallo; è lunatico; aggressivo; semina zizzania; più si rende conto che ci tieni – che ci stai mettendo il cuore – più picchia forte.

Quando ti serve una mano, da lui arriva uno sgambetto. Quando stai per cadere, da lui arriva la spinta.

Il capo maleducato ti rovina le giornate e ti fa andare a casa incazzato nero o peggio disperato.

Suona familiare?

A me sì. Penso di aver vissuto dozzine di volte un po’ tutto.

Tante persone sembrano vivere il “potere – lo metto fra virgolette perché il potere vero è un altro – come deliziosa opportunità per commettere piccoli soprusi, incidere negativamente sulla vita altrui, far stare male e maltrattare il prossimo. Molto vigliaccamente, gli atti di soprafazione avvengono ai danni di chi per varie ragioni è debole (neo-assunti, giovani in genere, donne al rientro dalla maternità, persone che hanno bisogno di lavorare, etc. etc.) e non vanno scambiati per “strategie per ottenere il massimo dalle persone”, oppure per piccole intemperanze di un leader “con un carattere molto forte”. Il leader non è MAI maleducato. La maleducazione non è MAI sinonimo di carattere. Soprafazioni, offese e umiliazioni non appartengono ad alcun codice di management. Non esistono giustificazioni, attenuanti o eccezioni.
Per di più le persone veramente forti non si divertono ad attaccare chi – per ragioni di natura gerarchica – non si può difendere alla pari.

 

“Be kind to people, it doesn’t matter who they are. It will reward you”

“Train people well enough so they can leave, treat them well enough so they do not want to”

 Cit.

 Sir Richard Branson

Eccolo lo stile di un vero leader.

Ma allora che fare?

Molto complicato trovare una risposta universale. Dipende dal posto di lavoro, dalle circostanze, dal capo, da voi, dal vostro carattere, dal capo del vostro capo, da quello che fanno i colleghi.

Un consiglio saggio – oltre ad aggiornare il profilo su Monster – è quello di lavorare su voi stessi.

Il capo maleducato e arrogante – al pari dei predatori presenti in natura – percepisce la debolezza, l’odore del sangue. Imparate quindi a mascherarla. Non fategli capire che avete paura, che siete incerti, in difficoltà, vi mettereste solamente nei casini (ancor di più). Dimostratevi sicuri, molto sicuri, può anche aiutare non apparire troppo friendly, alla mano, perché il maleducato tende ad interpretare disponibilità e solarità come elementi di debolezza, “autorizzazioni” informali a prendervi per i fondelli.

Dimostratevi poco inclini allo scherzo (in fondo che senso ha scherzare e fraternizzare con uno che fra dieci minuti vi fa il cazziatone?) ed evitate di parlargli apertamente: non capirebbe, potrebbe darvi dei permalosi o, peggio, prenderla male.

Può anche essere utile aprirsi con un collega col quale avete un buon rapporto: facile infatti che riscontri gli stessi problemi e vi possa dare qualche spunto (e poi mal comune mezzo gaudio).

Quando siete a casa imponetevi di non pensarci. E’ difficile ma ce la dovete fare. Che razza di vittoria è per il capo bastardo il fatto di riuscire a rovinarvi la giornata lavorativa e anche il tempo libero? Volete proprio dargliele tutte vinte? Una volta fuori dal lavoro non pensateci più, fate altro, distraetevi: non significa mettere la testa sotto la sabbia. La mancanza di rispetto è quanto di più antiprofessionale esista, non dovete quindi pensarci, sentirvi umiliati o, peggio, colpevolizzarvi. Non permettete al capo di penetrare all’interno della vostra autostima, non fategli raggiungere la parte più intima di voi, confinatelo alla semplice incazzatura lavorativa.

Cosa importantissima: contribuiamo tutti all’estinzione di certa gentaglia.

Quando sarete voi al comando, non diventate a vostra volta degli arroganti “perché voi ci siete passati ed è giusto che lo facciano anche i giovani”. Siate superiori e imponete/vi uno stile signorile e professionale.

In fondo, preferite somigliare ad un idiota o a Richard Branson?

 

Foto da theguardian.com

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