Monthly Archives: Luglio 2017

I “neet” e un paio di consigli per uscire dal circolo vizioso della disoccupazione

L’articolo uscito su La Stampa che racconta di Ernesto – ventunenne, torinese e “neet” – mi ha molto colpito.

“Neet” è un acronimo inglese che sta per “not in employment, education or training” e che definisce nel gergo comune i giovani fra i diciannove ed i venticinque anni che conducono essenzialmente una vita da pensionato, salvo il fatto di non esserlo e di non percepire alcuna pensione.

Il neet non studia, non ha un lavoro e non ne cerca uno perché di solito lo ha cercato per molto tempo senza risultati ed è talmente sfiduciato da non crederci più. Il neet sprofonda in uno stato di apatia, non agisce e probabilmente perché non sa come farlo. Ernesto, il protagonista dell’articolo, fa il casalingo la mattina, ed il pomeriggio gioca con la PlayStation. Guarda i suoi coetanei vivere normalmente mentre lui non può permettersi nulla; implicitamente mette anche in discussione il proprio diritto a desiderare le cose più normali tipo una serata in discoteca o una vacanza estiva.

La vicenda ha bucato lo schermo ma non scopre nulla di nuovo. In Italia manca da anni una vera politica del lavoro che si occupi di dare un’occupazione a tutti. Alla fine uno Stato se non si preoccupa di pianificare questo, cosa deve fare?
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Quando siamo costretti a lasciare un lavoro

Se avete meno di 35 anni sapete bene quanto cambiare lavoro più e più volte sia diventato oggi non solo normale ma anche estremamente comune.

In linea di principio ciò non è un problema (anzi), molto però dipende da come il cambiamento effettivamente avviene, dal motivo per cui avviene, perché se tutti ce lo auguriamo ricco di novità positive (più soldi, più prestigio, più questo e più quello) nella realtà le cose possono andare diversamente.

Può ad esempio capitare che il cambiamento si imponga, o ci venga imposto, ed ecco che la sua gestione diventa più complicata.

Anni fa lavoravo per un’azienda che non mi avrebbe mai dato una reale stabilità economica, e fui pertanto costretto a cercarmi un’alternativa. Quel lavoro oggettivamente andava cambiato, letteralmente mi obbligava a lasciarlo.

Ci sono mille ragioni per andarsene comunque.
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Il mondo del lavoro si sta polarizzando: un quadro della situazione e suggerimenti per la riuscita

Da diverso tempo osservo un inesorabile cambiamento del mondo del lavoro che sta causando l’estinzione del lavoro “medio”, quello né troppo facile né troppo difficile, non strapagato ma nemmeno da fame, il lavoro da otto ore al giorno che fino a pochi anni fa avremmo definito “normale”.

Un po’ come il ceto medio che sta sparendo, anche il lavoro medio sembra essere sempre più raro, e probabilmente è proprio l’inizio della sua crisi ad aver messo in ginocchio la buona vecchia classe media.

Questo fenomeno lo definirei una vera e propria polarizzazione, perché non è che ci siano meno soldi in circolazione, o condizioni peggiori in assoluto, si sta creando una netta separazione fra lavori molto buoni e lavori pessimi, con in mezzo sempre meno.

Non posso fare a meno di notare come nella cerchia delle mie amicizie e conoscenze ci siano da una parte numerosi (normalmente piccoli) imprenditori, liberi professionisti, quadri direttivi e simili con redditi interessanti, e dall’altra impiegatucci precari e malpagati. Vie di mezzo ne conosco veramente poche.
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Perché non è corretto cenare soli con persone dell’altro sesso che non siano il proprio partner

Mentre scrivo sono alcune ore che tutte le agenzie di stampa e giornali del mondo rimbalzano un’affermazione attribuita a Mike Pence secondo la quale lui – oggi vicepresidente degli Stati Uniti – non cenerebbe mai da solo con una donna che non fosse sua moglie.

Apriti cielo.

Per provocare lo scatenamento nazi-femminista basta molto meno, figuriamoci l’effetto di una bomba del genere. Si sono aizzate come i piranha dei film, in cui i famelici pesci fanno “friggere” l’acqua.

“Pence non cenerebbe mai solo con una donna, quindi non ne assumerebbe mai una”
“Il vicepresidente è un misogino“
“Quanto dice implica che passare del tempo con una donna abbia per forza implicazioni sessuali”
“Pence offende anche gli uomini che evidentemente considera incapaci di contenersi”

Su tutte vince questa:
“…Pence non potrebbe mai incontrare Angela Merkel…”

Lasciando da parte la dichiarazione del Pence politico, trovo l’argomento molto interessante perché sappiamo quanto le cene siano da sempre un momento privilegiato per le riunioni di lavoro e quanto di conseguenza quelle fra un uomo ed una donna siano un’eventualità comune.
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Avviso ai giovani alla ricerca di prima occupazione: il magico mondo delle aziende non esiste!

Pochi giorni fa ho rivisto su YouTube questa celebre clip tratta dal mitico Fantozzi e mi sono letteralmente piegato in due dalle risate:

“E’ un bel direttore”, “un santo!”, “apostolo!”, espressioni tanto ridicole quanto, se non realistiche, rivelatrici di quella che è veramente la vita d’azienda. Fantozzi è un capolavoro che dovrebbe costituire materia d’esame nei corsi di economia aziendale, altroché un semplice film comico!

La verità è che la vita in azienda è per davvero quella dello sfigatissimo ragionier Ugo e non solo se, come lui, vi votate ad un’esistenza umile, dimessa e lontana dalle posizioni di comando.
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