Gli aspetti negativi del vivere all’estero

Chi ci legge a questo punto sa bene che sul vivere all’estero abbiamo un punto di vista molto disincantato.

Noi che scriviamo per BlogJob ci abitiamo da tempo fuori dall’Italia, non per questo però difendiamo o promuoviamo la nostra scelta a tutti i costi (anche perché certe volte veniamo presi dal desiderio compulsivo di rientrare con il primo volo), e uno straccio di onestà intellettuale bisogna pure averla…

Per uscire dal mainstream che eleva gli espatriati a geni incompresi che la povera Italietta non merita, abbiamo deciso questa volta di elencarvi gli aspetti negativi della vita all’estero, tutte quelle cose che la vostra amica appena arrivata a Londra, entusiasta del suo nuovo muscolosissimo boyfriend australiano, non vi racconterà (e forse non conosce ancora).
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La meravigliosa imprenditorialità dei trentenni di oggi

Trovo sia un fenomeno di già pazzesco ed in continua ascesa. Solo nel mio giro di conoscenze conto un numero incredibile di neo-imprenditori/startupper.

Tutti hanno abbandonato un “posto fisso” per inseguire il loro sogno.

Conosco:
un’ex impiegata di banca che ora fa la psicologa; un ex cameriere che ha aperto la sua pizzeria; due ex analisti marketing di una grande impresa che hanno aperto la loro società in ambito web-marketing; un ingegnere meccanico di una nota casa automobilistica che ora fa il fotografo; un architetto che ha aperto il suo bed&breakfast a Firenze; e potrei continuare per un pezzo.

Trovo questo fenomeno meraviglioso.

Non per essere volgari – direte voi – ma grazie al c****! E’ la crisi economica, la gente è praticamente obbligata a cercarsi alternative in proprio. Cosa c’è di meraviglioso?!?

E avete la vostra dose di ragione.

Il lavoro “fisso” e “sicuro” da dipendente che fisso e sicuro non è più, unito a condizioni contrattuali e ambientali sempre peggiori (talvolta vessatorie) hanno senz’altro dato un fortissimo contributo.
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La vittoria di Trump e l’incapacità di dire “ho sbagliato”

Le votazioni per eleggere il presidente degli Stati Uniti d’America – e tutta la campagna elettorale che le precede – sono da sempre un grande evento, un avvenimento in grado di cambiare il mondo.

Le ultime elezioni, quelle che hanno sancito l’arrivo alla Casa Bianca dell’inquilino Donald Trump, resteranno sicuramente negli annali. Senza dubbio per la vittoria di Trump in sé e per la bassa qualità dei candidati, tanto scadenti da aver creato imbarazzo agli elettori di entrambi gli schieramenti.

Il pezzo forte però è il presunto hackeraggio perpetrato dalla Russia ai danni della candidata democratica.

Le presidenziali 2016 resteranno nella storia soprattutto per questo.
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Perché le donne scelgono di stare a casa a preparare le slides

Ho fatto un errore classico. Un classico da primo post di BlogJob, un errore da pivelli. Ecco com’è andata.

Sono venuta in contatto per motivi di lavoro con un importante funzionario messicano, che alla fine di un lungo scambio di email, soddisfatto per il lavoro svolto insieme, mi ha chiesto di partecipare ad un importante convegno internazionale da lui organizzato per la prossima primavera a Jakarta.
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Le 13 cose che devi smettere di fare immediatamente se vuoi avere successo

Qualcuno un giorno mi rivelò la definizione di inferno:

Nel tuo ultimo giorno sulla Terra, la persona che sei diventato incontrerà la persona che saresti potuto diventare.

Esordisce così Zdravko Cvijetic in un post uscito su medium.com sul quale mi sono imbattuto con piacere (tanto da volervelo riproporre) nel corso di un lungo viaggio in treno.

Secondo Cvijetic per avere successo nella vita non occorre necessariamente aggiungere (più studio, più lavoro, più impegno), potrebbe infatti risultare molto più incisivo un processo di eliminazione dei comportamenti scorretti.

I suoi 13 punti sono condivisibili, soprattutto perché prescindono completamente dall’idea di successo di ognuno (beninteso: il successo non è solo quello sul lavoro!). Insomma, sono validi per tutti.

Come resistere ad un buon elenco di buoni propositi ad inizio anno?
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